Oh baby baby it's a wild world (parola di Yusuf Islam)

Il prossimo pezzo affidato da X Factor ai Bastard Sons of Dioniso è Wild World di Cat Stevens. Spero si accorgano che questo non è un pezzo da bastardi, e ne traggano le dovute conseguenze.


Cat Stevens dev'essere una brava persona. Comunque sia, questa è l'impressione che mi ha sempre fatto. Uno di quei cantautori degli anni '70, come Bruce Cockburn, il povero Nick Drake, lo stesso John Martyn, scomparso solo qualche giorno fa. Gente di cuore e di melodia, lontana dal lato più sfrenato del rock 'n' roll, capace di esplorare gli anfratti, di passare un pomeriggio di pioggia in un solaio, un pomeriggio di sole a guardare la polvere che danza su un raggio.
Mezzo greco-cipriota e mezzo svedese, cresciuto nella swingin' London, bello quanto basta per far battere più veloce il cuore delle fans arpeggiando con la sua chitarra, baciato dal successo prima con composizioni commerciali e poi, nel 1971, con un disco magnifico, che incanta in pari misura critica e pubblico, Tea for the Tillerman, Cat Stevens non poteva che sembrare all'epoca un candidato piuttosto improbabile alla conversione religiosa. E che conversione! Si fosse trattato di un vago misticismo lisergico alla George Harrison ok, di una transitoria infatuazione per la croce come quella che conobbe anche il Bob Dylan di Slow train coming e Saved, pazienza, ma qui parliamo di Islam, ed Islam vero. Infatti fra la fine dei selvaggi '70 e l'inizio degli oscuri '80 il buon Stephen Demetre Georgiou (questo il suo vero nome) abbraccia la fede di Maometto e diventa Yusuf Islam. Pare vi sia stato all'origine un voto fatto dopo essere scampato a un annegamento a Malibù. Mah! Davvero ci vuole così poco, per diventare credenti? Dopo di allora, musicalmente parlando, il buio o quasi. Ufficialmente perché la nuova religione gli vieta di fare mercimonio delle sue doti canore. Seguono l'apertura di una scuola islamica a Londra, varie iniziative benefiche o a sfondo religioso, una polemica nel 1989 per avere appoggiato la Fatwah contro Salman Rushdie (fosse vero, sarebbe grave, ma sul suo vivere l'Islam sono state raccontate anche molte palle), uno spiacevole episodio nel 2004 quando, volando verso gli States, scopre di essere sulla lista nera degli Usa, compilata dopo l'11 settembre: l'aereo su cui viaggia è costretto a cambiare rotta (pensavano che fosse diventato un dirottatore? Ah, la stupidità dei servizi di sicurezza!). Infine, recentemente, un timido ritorno alle scene, con la barba bianca di un vecchio profeta, gli occhiali e poco clamore. Ultime iniziative pubbliche: la partecipazione ad un disco i cui proventi andranno in beneficenza per le vittime delle guerra in Bosnia e la cover di un pezzo di George Harrison, The Day the World Gets 'Round, anche qui per destinare l'incasso ai bambini di Gaza, attraverso l'Onu e Save the Childrens. Sembra proprio che in questo modo Yusuf Islam sia riuscito a conciliare musica e fede.

Da cosa è scappato Cat Steves, quando ha deciso di smettere di cantare? Dai fantasmi della fama, dal calo dell'ispirazione? Dal padre (quello di cui parla in Father and Son, una delle canzoni più belle sull'argomento che mai siano state scritte? Ne ho parlato nel mio Music Box, per favore, andate a leggere).
Probabilmente non lo sapremo mai. Di certo, si direbbe abbia trovato la pace.

Wild World è la canzone di un romantico. La canzone di un uomo che non rinfaccia alla sua donna di averlo lasciato, anche se soffre. Di un amante che si sente in dovere di mettere in guardia la sua amata, anche se lei si sta allontanando da lui. Non la minaccia, non coltiva pensieri di vendetta, non le impone il burka né il suo ricordo minaccioso, come farà Sting in Every breath you take. L'avveisa che il mondo, là fuori, è un mondo crudele, un mondo selvaggio, mentre lei è solo una bambina, lui la ricorderà così, per sempre, come una bambina.
Ecco, cosa avevo dentro ci sono arrivato, amante è solo chi ama, non quello che è amato. Per questo son fortunato. Più di te, più di te” (Lucio Dalla)

Tesoro ti amo
ma se vuoi andartene,
abbi cura di te.
Spero che troverai tanti amici simpatici là fuori
ma ricorda solo che ce ne sono molti di cattivi,
stà in guardia.
(Wild World - Cat Stevens, 1971).

1 commento:

amatamari ha detto...

Bellismo scritto, splendida canzone...
Grazie