Non eroi



Ieri su "Repubblica" c'era un pezzo di Pietro Citati sui medici del CUAMM, che operano in Africa. Casualmente, ieri l'altro ero in un ospedale del CUAMM, in Etiopia. Il pezzo di Citati diceva una cosa abbastanza condivisibile, cioé che mentre l'Italia ci fa vergognare di essere italiani, specie quando andiamo all'estero (e ci scambiano per berluschini o per leghisti), realtà come quella del CUAMM ci riconciliano un po' con il nostro paese. Il pezzo di Citati era infiorettato di citazioni bibliche: io che credente non sono (anche se ho visitato missioni in mezzo mondo), non me la sento di giustificare l'impegno nel sociale con argomentazioni spirituali o teologiche. Penso che per comportarsi bene, generosamente, con il proprio prossimo, non siano strettamente necessarie una fede e una religione (anche se probabilmente queste cose aiutano, gli uomini hanno bisogno di motivazioni superiori per agire rettamente).
Semmai avrei da aggiungere una cosa: le persone che ho incontrato in Africa (e che ho incontrato in passato in circostanze analoghe) non sono propriamente degli eroi. Fanno delle cose eroiche, questo sì: ma non sono eroi/eroine o santi/e. Sono esseri umani, tutti, religiosi e laici. Con le loro passioni e le loro debolezze, con il loro più o meno pronunciato sense of humor, con i loro ego più o meno sovradimensionati.
In un certo senso, li sento anche più vicini. Non c'è bisogno di nuovi eroi. Né di nuovi santi. Non c'è bisogno di unti dal Signore né di partiti dell'amore. Le persone "grandi" a volte sono tremendamente normali, persino piccine. La loro umanità, in ciò, ne esce rafforzata. E così la nostra.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

In sintesi, tu parli giustamente della "banalità del bene".
Daniele

marco pontoni ha detto...

Mi piace questa definizione, anche se non so se la Arendt la condividerebbe. Le persone di cui parlo non sono certo banali, no; ma, parlando in generale, sono esseri umani, e io credo che l'essere umano sia sempre un impasto di tante cose, bene, male, eroismo, debolezze... Il bene fatto da persone "normali" lo sento più alla mia portata, ecco.

ilredellacella ha detto...

Ciao Marco,

sono Jacopo Soranzo e lavoro per il Cuamm. Ti volevo segnalare che abbiamo rinnovato il sito della campagna Mio fratello è Africano ed ora chiediamo a tutti di aderire indossando una maglietta e scattandosi una foto.
miofratelloafricano.it
pensi di poterci aiutare a diffondere questa campagna ?

grazie in anticipo.

marco pontoni ha detto...

Jacopo, sì, certo, ma lasciami la tua mail...