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Sri Lanka - Landscape from the top of Sigiriya
Eravamo saliti solo io e Alice. Un sentiero attrezzato, però ugualmente vertiginoso. Si stava avvicinando il temporale. Fra le rocce, all'attacco della salita, branchi di scimmie ipercinetiche. Eravamo soli.
Siamo saliti sempre più su, gradino dopo gradino, aggrappati a vecchi ferri arrugginiti, avvitati alla parete rocciosa. Infine siamo approdati alla cima. Gli unici, fin quando non ci ha raggiunto una coppia di ragazzi cinesi. Uno di quei momenti belli. Quando sei in cima a qualcosa e vorresti salire ancora, di slancio, vorresti trovare la corda che pende dal cielo.
Non aveva piovuto, solo ammassi nuvolosi sopra la savana e i villaggi e le strade in riparazione e i corsi d'acqua e i chioschi e le rovine e i lodges e le risaie.
Boato nel ricordo, nel tempo che verrà.
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Sera
Quando tramonta, i pezzi sparsi della giornata come per magia si ricompongono. Tutte le linee combaciano, gli angoli incontrandosi formano croci ma potrebbero essere stelle. Cespugli crescono negli interstizi, si entra o si esce dalle case. Da questa riconciliazione dipende l'andamento della notte, la veglia o il sonno, i sogni o gli incubi. E' il momento delicato della restituzione e del bilancio parziale.
GHANA - pictures
Alcune foto - per una volta abbastanza "classiche" - dall'Africa. Novembre 2011.
Presenza
Street of Accra
Fiume Volta
Presenza
Street of Accra
Fiume Volta
Ship under white clouds
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Scotland
Scotland - Ulva Island
L'isola di Ulva, oggi disabitata. I contadini vennero cacciati brutalmente dal Landlord a metà '800, per fare spazio agli allevamenti di pecore. Alcune famiglie si trasferirono nei bacini carboniferi (come la famiglia Livingstone, quella del famoso esploratore), altre emigrarono in Australia o in Canada. Cose analoghe sono avvenute in tutte le Highlands. La wilderness che apprezziamo così tanto è, in realtà, almeno in parte, un prodotto dell'uomo.
Scotland - big skies over Mull
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Alice on the beach
Prima immagine della Scozia. Alice nella spiaggia di Calgary, isola di Mull. Mentre il sole scivola dietro l'Atlantico.
In Zimbabwe
Landscape
Women
Child in Mutoko's hospital.
Water.
Trees
L'intervento è riuscito. Il liquido cerebrale, accumulatosi nel capo del bambino a causa di infezioni contratte durante la gestazione o subito dopo il parto, viene ora drenato con un catetere nella cavità addominale, dove viene riassorbito dal corpo. Lentamente la situazione ritorna alla normalità.
Grazie a Carlo Spagnolli, Michele Conti, Lia Beltrami, alla Provincia autonoma di Trento e a tutti gli amici dell'ospedale Luisa Guidotti di Mutoko.
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Cucire, suturare
C'è chi si adopera per questo. Sanare, suturare, cucire. Lenire il dolore degli altri e a volte anche il proprio, naturalmente.
I più ammirevoli sono quelli che lo fanno senza clamore. Anche se non ho mai pensato che l'esposizione del dolore e delle sue conseguenze (comprese quelle positive, la cura, in ogni sua forma) siano cose di per sé riprovevoli.
Pavese diceva che al dolore non si sfugge, che una volta sperimentato tornerà e tornerà, che non puoi "farci il callo". Si riferiva al dolore esistenziale.
In quanto all'esperienza della sofferenza fisica, del male in natura, della malattia, i dottori di solito l'affrontano come i giornalisti affrontano le notizie peggiori. Con una sorta di distacco, di fatalismo. Necessario all'esercizio della professione. Allora forse a questo tipo di dolore ci si abitua, ci si abitua per forza.
(Parliamo, certo, del dolore altrui, che puoi condividere fino a un certo punto).
Abbiamo visto tante serie tv sugli ospedali, sappiamo che lì dentro si può anche ridere.
La volontà di dio. Il ciclo della morte e della rinascita. Il conforto che viene da un paesaggio, un colpo di vento, l'agitarsi di una tenda, il passaggio di una nuvola nel rettangolo della finestra. Il conforto del cibo e degli antidolorifici.
In Africa la gente vive gomito a gomito con la sofferenza e la morte, tutti i giorni, eppure la vita sembra scorrere più lieve, più che qui, con meno clamore. Forse è solo apparenza, so per esperienza che spesso la gente malata si nasconde, non ama farsi vedere ridotta in quel modo. Gli stessi parenti a volte non resistono, fuggono.
Alcuni nel prendersi cura degli altri si sentono importanti.
Alcuni riescono a conservare quel sorriso, e tutto intorno si illumina, si rasserena, anche in un ospedale in mezzo alla savana, con le galline e le mucche, fuori, con la luce che va e viene.
E poi, le mamme felici, dopo che ai bambini è stata tolta l'acqua dal capo. L'orgoglio dei dottori, quella sorta di spavalderia, persino. Come ci si deve sentire, a fare un lavoro davvero utile.
E poi ancora, arriva un altro tramonto.
Foto: In Zimbabwe (L'uovo fritto)
Nuvole
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
F. De André
(foto dell'Uovo fritto)
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Valdurna/Durnholz (Sarentino)
Mio cugino mi raccontava (tutti abbiamo un cugino che racconta) questa storia: quando Dio creò il mondo, poi le varie località si misero in fila per ricevere qualche dono. C'è chi è arrivato tardi e non ha ricevuto niente, chi ha ricevuto un solo dono - un bel mare, delle belle montagne, una fonte termale, gente figa o quant'altro - e chi ha fatto il furbo ed è passato due volte (o anche dieci volte), e sono i posti più belli, quelli che ci lasciano a bocca aperta. Lui, quando mi raccontava questo, si riferiva a Mykonos, che gli era piaciuta tanto...
Per me il lago di Valdurna è uno di quei posti che sono passati due volte. Dirò di più: è uno dei miei luoghi dell'anima. Uno di quei posti dove vorrei vivere, forse, o forse anche invecchiare. Un altro è Pitigliano, la Maremma in generale. E poi, forse, Londra.
Incantamento
Roberta, Lisa e Alice nel luogo dell'incantamento.
Si lavora duro anche a Pasquetta.
Alice con il cane.
Sul sentiero. Libero come un uomo.
Dolmen.
Durnholzer See.
foto: Marco Pontoni, Pasqua 2011.
Per me il lago di Valdurna è uno di quei posti che sono passati due volte. Dirò di più: è uno dei miei luoghi dell'anima. Uno di quei posti dove vorrei vivere, forse, o forse anche invecchiare. Un altro è Pitigliano, la Maremma in generale. E poi, forse, Londra.
Incantamento
Roberta, Lisa e Alice nel luogo dell'incantamento.
Si lavora duro anche a Pasquetta.
Alice con il cane.
Sul sentiero. Libero come un uomo.
Dolmen.
Durnholzer See.
foto: Marco Pontoni, Pasqua 2011.
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Un po' di foto del 2010
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